Il calore delle fiamme lacerava l’aria mentre il mio cuore batteva più forte, il panico correndo veloce nelle vene. Non riuscivo a respirare, i miei occhi si ingrandivano nel cercare di focalizzare ciò che stava accadendo davanti a me. Mio padre, il professore che avevo sempre visto come un uomo pacato, ora stava lottando con tutto se stesso per salvare mia figlia, mentre le fiamme l’avvolgevano.
“Papà! No!” urlai, ma la mia voce sembrava un sussurro sopra il rumore infernale del fuoco che bruciava. Non riuscivo a fare altro che guardare.
Mia madre, senza espressione, stava ancora fissando il fuoco. Rebecca, al suo fianco, aveva un sorriso gelido sulle labbra, come se avesse visto un atto di giustizia divina, invece che una tragedia. Il resto degli ospiti era paralizzato dalla scena, alcuni erano troppo scioccati per agire, altri sembravano guardare come se fosse un film, come se non fosse veramente reale.
Il corpo di mio padre si rotolò, il suo braccio finalmente estrasse Lily dalle fiamme, ma la sua pelle era bruciata, e la sua manica si stava dissolvendo in fiamme. Con uno sforzo finale, mio padre si alzò, portando Lily contro il suo petto, il suo volto contorto dal dolore. “E’ salvo,” disse, il fiato corto. “E’ salvo.”
Non sapevo cosa fare. La mia mente era completamente vuota, il corpo inerte come se non riuscissi a sentire il mondo intorno a me. Guardai mia madre, i suoi occhi ancora fissi sul fuoco, come se niente di ciò che accadeva avesse alcuna importanza. Guardai Rebecca, che non mostrava alcuna pietà. Poi guardai mio padre, con le mani tremanti, il volto segnato dal dolore ma col cuore che batteva ancora per mia figlia.
“Papà!” gridai, correndo verso di lui, ma il suo sguardo si fece più serio, più preoccupato.
“Margaret, devi prendere Lily e scappare,” disse con voce bassa, ma determinata. “Ora. Devi farlo per lei. Per entrambi.”
Mi affrettai a prendere mia figlia tra le sue braccia, le sue piccole mani ancora calde contro il mio petto. “Non capisci, papà,” dissi tra i singhiozzi. “Mamma… l’ha fatto… non… non potevo fermarla.”
Mio padre mi guardò intensamente. “Lo so,” disse semplicemente. “Lo so, Margaret. Ma ora devi salvare Lily. Devi uscire da qui. Non è più sicuro.”
Le parole di mio padre mi colpirono come un colpo alla testa. La realtà era troppo difficile da affrontare, eppure non avevo scelta. Non potevo restare. Non potevo permettere che mia figlia fosse parte di questo caos.
E mentre mi allontanavo dal cortile, guardando indietro verso la mia famiglia distrutta, un’altra parte di me sapeva che non sarei mai stata in grado di perdonare mia madre, e che mia sorella Rebecca, con il suo sorriso gelido, era ormai un’estranea per sempre. La casa dove ero cresciuta non era più la casa che avevo conosciuto. Era diventata un posto dove il dolore e la vendetta avevano preso il sopravvento, e tutto ciò che mi restava era Lily, l’unica cosa che mi teneva ancora aggrappata a una realtà che sembrava svanire nel buio.
