Ho preparato il computer.
Camera puntata sul telefono.
22:41.
Schermo nero.
0% batteria.
Silenzio.
Poi, nella registrazione…
il telefono si è illuminato per un istante.
Senza batteria.
Senza corrente.
E sullo schermo è apparso un messaggio.
Da me.
Ma io ero seduta al tavolo.
Le mani lontane dal telefono.
Immobilizzata.
Il giorno dopo sono andata in un negozio di riparazioni.
Il tecnico ha guardato il telefono e si è zittito.
“Questo modello non può fare una cosa del genere.”
Mi ha girato lo schermo verso di me.
E lì l’ho visto.
Un secondo account nascosto.
Attivo.
Che funzionava come se fossi io.
E l’ultimo messaggio era già pronto:
“Stanno per arrivare a prenderti.”
