Il giudice chiese se eravamo pronti. L’avvocato di Luca disse sì. Anche il mio.
Iniziarono a leggere l’accordo.
La casa.
Le auto.
L’azienda.
Tutto scivolava lentamente verso il suo lato del tavolo.
Luca sorrideva sempre di più. Sua madre annuiva soddisfatta. Giulia già controllava il telefono.
Il giudice alzò lo sguardo:
“Signor Luca, ha letto tutto con attenzione?”
“Sì. So cosa sto firmando.”
E firmò.
Silenzio.
Poi il giudice aprì un secondo fascicolo.
“E questa versione?”
Luca si irrigidì.
“Quale versione?”
Il mio avvocato si alzò.
“Quella che non ha mai letto.”
E in quell’istante, tutto cambiò.
